L'arte di Yayoi Kusama, un'artista visionaria

Yayoi Kusama, artista giapponese, è celebre per le sue opere segnate da motivi ripetitivi e da una fascinazione per l'infinito. Figura dell'avanguardia newyorkese degli anni Sessanta, ha segnato l'arte contemporanea mondiale. Si è spenta il 14 agosto 2026 a Tokyo, all'età di 97 anni.
Biografia dell'artista
Yayoi Kusama è nata il 22 marzo 1929 a Matsumoto, in Giappone. Mostra un forte interesse per l'arte fin da piccola e comincia a dipingere intorno ai dieci anni. È confrontata molto presto con allucinazioni visive, che diventeranno la materia stessa del suo lavoro. «Un giorno, dopo aver visto su una scrivania una tovaglia decorata con un motivo di fiori rossi, ho visto lo stesso motivo ovunque, sul soffitto, sulle finestre e sui pilastri», scriverà nella sua autobiografia.
Studia pittura a Kyoto e comincia a esporre, in un'epoca in cui è difficile affermarsi come donna artista in Giappone. Alla fine degli anni Cinquanta si trasferisce a New York, con il sostegno di Georgia O'Keeffe, ed entra nella scena d'avanguardia americana. A lungo messa in ombra dalle figure maschili dell'espressionismo astratto, conoscerà un riconoscimento internazionale tardivo ma considerevole.
Dal 1977 vive in un ospedale psichiatrico di Tokyo, dove ha allestito il proprio studio nelle vicinanze. Ha continuato a dipingere fino agli ultimi giorni. Il suo studio e lo Yayoi Kusama Museum ne hanno annunciato la scomparsa il 27 agosto 2026.
Le serie di opere emblematiche
Infinity Mirror Rooms
Le Infinity Mirror Rooms di Yayoi Kusama sono installazioni immersive che affascinano il pubblico fin dalla loro nascita. La prima, Infinity Mirror Room – Phalli's Field, risale al 1965. Le pareti e il soffitto sono ricoperti di specchi, che creano l'illusione di una profondità infinita. Queste stanze sono spesso illuminate da luci colorate, che amplificano la sensazione di immersione. Entrando in questi spazi ci si ritrova circondati da riflessi moltiplicati, in cui ogni riflesso crea una sinfonia visiva di forme, luci e colori. Al di là dell'esperienza visiva, queste installazioni invitano a riflettere sulla percezione dello spazio e sul posto dell'individuo in un universo in espansione.

Pumpkin
Le sculture di zucche di Yayoi Kusama incarnano la sua visione artistica. Sono sculture policrome, spesso ricoperte da motivi geometrici, punti luminosi o motivi organici. Kusama le ha create in tutte le dimensioni, dalle piccole sculture da tavolo alle installazioni monumentali all'aperto. Con i loro motivi ripetitivi e i colori vivaci, riflettono il suo stile caratteristico e la sua visione ossessiva della natura. Le zucche hanno anche un significato personale: richiamano la sua infanzia nel Giappone rurale, dove la sua famiglia coltivava vivai. Hanno catturato il pubblico in importanti mostre in tutto il mondo, spesso al centro di installazioni immersive.

The Obliteration Room
The Obliteration Room è un'installazione partecipativa. L'opera comincia con una stanza interamente bianca: pareti, mobili e oggetti di uso quotidiano, collocati in uno spazio neutro. I visitatori ricevono dei bollini colorati, la firma di Kusama, e sono invitati ad attaccarli ovunque nella stanza. Con il passare del tempo, il candore iniziale scompare sotto un'esplosione di colori, e ogni visitatore contribuisce alla composizione finale.
L'opera esplora la cancellazione dei confini tra artista e spettatore. Incoraggiando l'interazione diretta, Kusama abolisce la passività della contemplazione e invita i partecipanti a diventare co-creatori. Questo approccio riflette i temi ricorrenti del suo lavoro: l'ossessione, la ripetizione e la fusione dell'individuo con l'infinito.


Un'ossessione per motivi particolari
L'ossessione di Yayoi Kusama per i motivi ripetitivi è al centro della sua opera. I Polka Dots restano i suoi motivi più emblematici. Questi pois, spesso luminosi e colorati, impregnano i suoi dipinti, le sue sculture, le installazioni e le performance. Apparentemente semplici, si ripetono meticolosamente, creando motivi ipnotici che sembrano estendersi all'infinito.
Per Kusama, questi pois rappresentavano un modo di fondere la sua arte con il mondo, una forma di dissoluzione dell'ego nell'infinito, quella che chiamava self-obliteration. Al di là della loro estetica, incarnano la ripetizione e l'accumulo infinito di pensieri, emozioni ed esperienze, ed esprimono la sua lotta personale contro le allucinazioni e le angosce vissute per tutta la vita.
Yayoi Kusama × Louis Vuitton

Nel 2012 Yayoi Kusama avvia una collaborazione con Louis Vuitton e dà vita a una collezione che fonde il suo universo artistico con il savoir-faire della maison francese, con i suoi pois su borse, accessori, abbigliamento e scarpe. La collaborazione comprende anche installazioni, in particolare vetrine, che offrono un'esperienza immersiva. È rinnovata nel 2023 su larga scala: da gennaio a marzo, una riproduzione monumentale dell'artista orna la facciata del negozio degli Champs-Élysées e la sede della maison. I Polka Dots invadono anche Harrods a Londra, Milano e Tokyo.
Kusama nel mercato dell'arte
Yayoi Kusama occupa un posto consolidato nel mercato dell'arte del dopoguerra. Al 1° gennaio 2025 rappresentava il 2,8% della composizione dell'indice Artprice100®, settima ponderazione dell'indice e prima artista donna. Questa percentuale misura il peso dell'artista nell'indice, proporzionale al fatturato delle sue vendite all'asta negli ultimi cinque esercizi, e non la performance delle sue opere (fonte: Artprice, aprile 2026).
Il suo mercato conosce anche dei ribassi: nel 2025 il suo indice dei prezzi è sceso del 15%, mentre quello di Jean-Michel Basquiat saliva del 18% nello stesso periodo (fonte: Artprice, aprile 2026).
Avvertenza: le performance passate non sono indicative di quelle future. L'investimento in asset non quotati presenta un rischio di perdita parziale o totale del capitale investito.
Kusama figura inoltre tra le cinque artiste donne, assieme a Joan Mitchell, Agnes Martin, Marlene Dumas e Cecily Brown, che da sole hanno totalizzato oltre la metà del valore delle vendite all'asta di artiste donne nei settori del dopoguerra e contemporaneo (fonte: Art Basel & UBS, The Art Market Report 2026).
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