Gerhard Richter è una delle figure più determinanti dell'arte della seconda metà del XX secolo.

Il suo percorso è profondamente segnato dalla storia tedesca. Cresce sotto il regime nazista, si forma nella Germania orientale comunista, poi fugge verso Ovest nel 1961, appena un mese prima della costruzione del Muro di Berlino.

È a Düsseldorf che comincia a esplorare le possibilità della pittura, libero da ogni vincolo ideologico.Le sue prime tele si basano su immagini raccolte dalla stampa: aerei militari, ritratti, scatti aerei. È qui che sviluppa la sua tecnica della sfocatura, riprendendo fotografie a olio, poi passando una spatola sulla superficie fresca, per insinuare l'indecisione tra immagine e ricordo, tra documento e finzione.

Per tutta la carriera, negozia il confine tra fotografia e pittura, affascinato dal modo in cui queste due pratiche apparentemente opposte si parlano e si sfidano a vicenda.

A partire dagli anni '70, l'astrazione si impone nel suo lavoro. La sua serie degli Abstraktes Bild, iniziata nel 1976, costituisce l'insieme più vasto e innovativo della sua opera, prima su piccoli formati, poi su grandi composizioni monumentali. Sul mercato, la sua quotazione si è affermata con notevole costanza: regolarmente tra i primi 10 artisti al mondo alle aste, le sue opere hanno generato oltre 150 milioni di euro tra il 2021 e il 2023. Oggi Gerhard Richter resta l'artista vivente più quotato del mercato europeo. La sua opera è quella di un pensatore dell'immagine, un artista che ha passato più di sessant'anni a interrogarsi su cosa significhi dipingere, senza mai rispondervi del tutto.

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