Nato a New York nel 1923, Roy Lichtenstein si forma sulle tecniche accademiche classiche prima di attingere, negli anni Cinquanta, sia all'arte antica (l'arazzo di Bayeux) che a quella moderna (Fernand Léger). Un primo tentativo di astrazione nel 1959 non riscuote successo di critica.

La svolta avviene nel 1961 con Look Mickey : qui inventa il suo metodo: riorganizzare, ritagliare e semplificare immagini preesistenti eclissandosi dietro di esse, prendendo in prestito dal fumetto la sua forza grafica e il caratteristico retino Ben-Day. Gli anni Sessanta lo vedono citare le sue influenze principali (Picasso, Monet, Mondrian) pur proseguendo, parallelamente alle sue figure pop, una vena astratta attraverso i suoi paesaggi e la serie dei Modern Paintings.

Negli anni Settanta, esplora la forma attraverso le serie Mirrors e Entablatures, tra riflesso, consistenza e ripetizione del motivo. Gli anni Ottanta segnano un ritorno alla traccia del gesto con le Brushstrokes, seguite da un sincretismo che fonde tutti i suoi procedimenti precedenti. A fine carriera, torna a soggetti distinti (interni, serie dei Nus) senza abbandonare l'astrazione (paesaggi asiatici, Brushstroke with Still Life). Alla sua morte nel 1997, lui che nel 1964 era stato definito il «peggior pittore d'America», lascia oltre 4.500 opere e uno stile immediatamente riconoscibile.

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