Investire in arte: quali sono i rischi e le precauzioni da prendere?

Diversificazione, bene tangibile, rendimento potenziale… L’investimento nell’arte attira sempre più privati in cerca di nuovi investimenti. Nel 2025 il mercato mondiale dell’arte ha generato 59,6 miliardi di dollari, in crescita del 4% su base annua, di cui 20,7 miliardi derivanti dalle aste pubbliche (fonte: Art Basel & UBS, The Art Market Report 2026). Negli ultimi vent’anni, le transazioni del mercato mondiale dell’arte sono rimaste comprese tra 50 e 70 miliardi di dollari all’anno.

Avvertenza: le performance passate non sono indicative di quelle future. L’investimento in asset non quotati presenta un rischio di perdita parziale o totale del capitale investito.

Tuttavia, come ogni investimento, anche quello nell'arte comporta dei rischi. Prima di lanciarsi, è opportuno comprendere il funzionamento di questo mercato complesso. Questo tipo di investimento richiede infatti una certa conoscenza, ma anche un approccio rigoroso.

Investire nell’arte: un potenziale di rendimento soggetto a una necessaria vigilanza

Bene tangibile, dimensione emotiva, valore culturale… Se l’arte riunisce numerose ragioni per cui seduce gli investitori, attira in particolare per un comportamento storicamente poco correlato alle crisi dei mercati finanziari, con una performance potenziale e non garantita. Ma dietro questa caratteristica si nascondono vincoli da non sottovalutare.

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© Harry Shunk, Yves Klein

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L'arte, un asset a tutti gli effetti in una strategia di diversificazione

L’arte può inserirsi in una strategia di diversificazione. Oltre a essere un valore patrimoniale, può costituire un bene rifugio relativamente distinto dalle altre classi di asset più tradizionali. In alcune crisi passate, il mercato dell’arte ha subito un calo meno marcato rispetto ai mercati azionari. Durante la crisi finanziaria del 2008, le borse mondiali sono scese di circa il 40% mentre il mercato dell’arte è sceso di circa il 26% (fonte: Artprice). Alcune opere, in particolare quelle cosiddette blue chip, hanno visto il proprio valore mantenersi in questo periodo.

L’arte blue chip si riferisce a opere d'arte di grande valore realizzate da artisti importanti, che hanno profondamente segnato la storia dell'arte, riconosciuti da istituzioni museali, gallerie internazionali e collezionisti. Queste opere vengono vendute ai prezzi più alti nelle case d'asta, a partire da diverse centinaia di migliaia di dollari.

Avvertenza: le performance passate non sono indicative di quelle future. L’investimento in asset non quotati presenta un rischio di perdita parziale o totale del capitale investito.

Un mercato allettante ma complesso da decifrare

Il mercato dell'arte rimane tuttavia un ambiente complesso da comprendere. Innanzitutto, può sembrare opaco agli occhi dei neofiti. È influenzato da movimenti meno leggibili rispetto ad alcuni fattori macroeconomici ben noti. Esempio: la quotazione di un artista evolve in base alle tendenze culturali, al riconoscimento istituzionale, alle mostre realizzate... Inoltre, è un mercato in cui gli intermediari sono numerosi. Investire in un’opera richiede conoscenze e implica un percorso lungo: circondarsi di specialisti, informarsi sul mercato, rivolgersi a gallerie d'arte, mercanti, case d'asta...

I principali rischi associati all'investimento in arte

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Il rischio di perdita di valore o volatilità del mercato dell'arte

Ricordiamo che, a immagine di qualsiasi investimento, un’opera d’arte resta un asset che, per natura, non garantisce un rendimento. Il suo valore può tanto aumentare quanto diminuire. Si può tuttavia stilare un elenco di fattori che determinano il valore di mercato di un’opera:

  1. La nomea dell'artista: presenza in alcune collezioni, rappresentanza da parte di gallerie prestigiose, mostre e retrospettive istituzionali, qualità della critica...
  2. La qualità dell'opera: opere realizzate in determinati periodi della vita dell'artista, qualità, conservazione...
  3. Il contesto culturale: movimenti artistici (artisti riconosciuti dopo decenni).
  4. Il contesto economico: acquisto in periodo di crisi economica o di euforia...
  5. Gli effetti della moda: artisti che conoscono ascese fulminee ma fragili (effetto di entusiasmo).

Mancanza di liquidità delle opere d'arte

Possedere un bene implica conoscerne la liquidità, ovvero la facilità con cui può essere scambiato. Tuttavia, il mercato dell'arte si distingue per la sua scarsa liquidità. Infatti, le opere non possono essere acquistate e rivendute dall'oggi al domani. La rivendita può essere lunga e incerta per ragioni di valore o per ragioni pratiche: per scambiare un bene è necessario fissarne il prezzo, identificare un canale di rivendita, trovare un acquirente interessato, ecc. È quindi più difficile separarsi da un'opera d'arte che da un'azione. Una scarsa liquidità che deve essere presa in considerazione nella propria strategia.

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© Christie’s
© Christie's

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Rischi legati all'autenticità

Oltre alla volatilità e alla mancanza di liquidità, altri rischi riguardano il mercato dell'arte, in particolare in materia di autenticità. Tra questi rischi figurano:

  • I falsi e le contraffazioni. Che si tratti di falsi (opere che imitano lo stile di un artista) o di contraffazioni (copie falsificate presentate come originali), queste pratiche possono far perdere tutto il valore di un bene ed esporre a controversie legali e assicurative. La vendita è quasi impossibile.
  • La mancanza di tracciabilità. Questo tipo di rischio riguarda l'assenza di documentazione affidabile sull'origine e sui diversi proprietari di un'opera. Questa mancanza di tracciabilità può portare a controversie legali, problemi di proprietà, difficoltà di valutazione o problemi con l'assicurazione.
  • Opere in cattivo stato (o modificate durante i restauri). Queste opere sono rischiose poiché ne compromettono l'integrità. Qualsiasi forma di danno, invecchiamento o riparazione inadeguata influisce negativamente sul loro valore, rendendo meno certa la certificazione e la valutazione.

Vincoli legali e fiscali

Infine, altro vincolo: la normativa giuridica e fiscale. Una volta ottenuto il titolo di proprietà, occorre anticipare i costi associati all’acquisto di arte. Tali elementi sono forniti a titolo di informazione generale e non costituiscono una consulenza fiscale.

  • Spese di importazione ed esportazione: in caso di acquisto all'estero, l'importazione è soggetta a formalità doganali e a spese comprese tra il 5,5% e il 20%.
  • Obblighi di dichiarazione: l'acquisto di un'opera d'arte deve essere dichiarato all'amministrazione fiscale se il suo valore supera i 5.000 euro.
  • Fiscalità della plusvalenza: le opere d’arte sono soggette alla tassa sulle plusvalenze al momento della loro rivendita.

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Precauzioni da prendere prima di investire in arte

Prima di investire in arte, è fondamentale individuare le giuste precauzioni da adottare per limitare i rischi.

Rivolgersi a specialisti e verificare la provenienza

Ogni investitore serio deve dimostrare umiltà nel proprio approccio, soprattutto quando si tratta del mercato dell'arte. Per affrontare un investimento in modo documentato, non bisogna esitare ad affidarsi agli operatori riconosciuti del settore. Collezionisti, restauratori, banditori d’asta, storici, assicuratori specializzati, società di consulenza in investimenti nell’arte… Forti della loro rete, accompagnano gli investitori nelle loro decisioni. Società regolamentate come matis individuano e selezionano opere presso case d’asta, gallerie, fondazioni e aventi diritto degli artisti, per conto delle società progetto.

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© Paul Klee, 1932
© Paul Klee, 1932

Informarsi sul mercato e sugli artisti

Così come non si acquista un immobile senza informarsi sulla sua ubicazione geografica o sulle sue caratteristiche, non si acquista un'opera senza esaminare il percorso dell'artista o il movimento a cui appartiene. Ecco quindi alcune informazioni da considerare con attenzione:

  • L'artista: età, origine, percorso, formazione...
  • Il movimento: cubismo, espressionismo astratto, realismo, astrazione lirica...
  • La storia: mostre e retrospettive in grandi istituzioni, rappresentanza da parte di gallerie prestigiose, presenza in grandi collezioni...
  • L'evoluzione della carriera e della quotazione: in ascesa, in discesa, stabile...
  • La conservazione delle sue opere: stato generale, restauri, copie, unicità...
  • L'autenticità: valore, provenienza, firme...

Scegliere i canali di acquisto giusti

Infine, i canali di acquisto devono essere osservati con lo stesso rigore delle opere stesse. È quindi raccomandato rivolgersi a specialisti, come case d’asta, gallerie, mercanti d’arte o ancora fornitori di servizi di crowdfunding regolamentati, come matis. Questi circuiti consentono di documentare l’autenticità e la provenienza delle opere e forniscono elementi di analisi sul mercato dell’arte.

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Esempi concreti: come limitare i rischi grazie a un approccio professionale?

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Integrare l'arte in una strategia globale di diversificazione

L’arte come investimento può essere considerata un asset a pieno titolo, che risponde a logiche di mercato proprie. L’investimento nell’arte non ha vocazione a comporre da solo un portafoglio. È piuttosto da integrare in una molteplicità di asset al fine di ripartire l’esposizione al rischio. In questo senso, l’arte può completare una strategia di diversificazione.

Il co-investimento: un quadro di accompagnamento strutturato

Se esistono due modi per esporsi a un’opera d’arte (acquisto diretto o co-investimento), il secondo offre un quadro più strutturato agli investitori non specialisti. Questo tipo di investimento si realizza tramite offerte di co-investimento relative a opere preselezionate da specialisti.

Una società progetto acquisisce l’opera su consiglio di matis e la rifinanzia tramite un prestito obbligazionario che copre il prezzo di acquisto, le spese dell’opera e i costi di struttura. L’investitore sottoscrive su app.matis.club obbligazioni convertibili in azioni emesse da tale società progetto, assortite da un premio di non conversione: in caso di cessione dell’opera, l’80% della plusvalenza netta* non garantita viene riversato agli investitori in proporzione alla loro quota nel prestito, in aggiunta al valore nominale. In assenza di cessione entro cinque anni, gli obbligazionisti possono decidere la conversione delle loro obbligazioni in azioni, diventare soci della società con oltre il 99,95% e prendere le decisioni, come la vendita dell’opera, qualunque sia il mercato. La sottoscrizione di titoli non quotati espone all’assenza di liquidità di tali titoli e a un rischio di perdita parziale o totale del capitale investito.

* Plusvalenza netta: prezzo di cessione dell’opera, diminuito di imposte, spese e onorari legati alla cessione, poi dell’importo del prestito obbligazionario. È ripartita nella misura dell’80% per gli investitori, in proporzione alla loro quota nel prestito, e del 20% per matis Holding.

Ecco le differenze tra queste due modalità:

Acquisto diretto Co-investimento
Costo del ticket d'ingresso Alto Ridotto
Conoscenze richieste nel mercato dell'arte Alte Basse; Medie
Conoscenze richieste nella storia dell'arte Alte Basse; Medie
Competenze in termini di vincoli di detenzione Molto alte Basse
Selezione prestabilita No Si
Realizzazione della perizia No Si
Due diligence a priori No Si
Possesso fisico dell'opera Si No
Detenzione dell'opera Totale Parziale
Investimento Singolo Condiviso
Exit e rivendita Complessa e lunga Facilitata

Esempi di situazioni da evitare

Adottare un approccio ragionato e professionale consentirà di evitare errori frequenti. Ecco alcuni esempi di situazioni da evitare in materia di investimenti:

  1. Concentrare il proprio portafoglio: investire in asset molto simili (tutto nell'arte, o tutto nell'immobiliare, tutto nelle criptovalute, tutto nello stesso settore...);
  2. Mancanza di conoscenza: acquistare d'impulso, per eccesso di fiducia o su un artista poco conosciuto;
  3. Seguire le mode: investire su un artista su cui  “tutti investono”;
  4. Dimenticare i costi accessori: sottovalutare i costi di deposito, restauro, assicurazione o fiscalità;
  5. Non definire la propria strategia: investire senza tenere conto del proprio capitale, del proprio patrimonio, della propria propensione al rischio o del proprio orizzonte di investimento.

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Conclusione: investire nell’arte con umiltà e metodo

Per riassumere, investire nell’arte richiede metodo, pazienza e conoscenza del mercato. Come per qualsiasi investimento, esistono dei rischi, anche se alcune precauzioni permettono di limitarli. L’accompagnamento da parte di specialisti consente di affrontare questo mercato in modo più documentato. Il rischio di perdita parziale o totale del capitale investito permane.

Avvertenza: le performance passate non sono indicative di quelle future. L’investimento in asset non quotati presenta un rischio di perdita parziale o totale del capitale investito.

Matis analizza 165 artisti, dall’impressionismo al contemporaneo (una produzione che si estende dal 1870 al 1980) e seleziona opere valutate tra 300.000 € e 4,5 milioni di euro. L’arte del XIX e del XX secolo rappresenta l’88% degli scambi mondiali. Matis è una società francese regolata dall’AMF (PSFP n° FP-2023-19).

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